Al corpo umano non piace faticare. Quello che desidera il corpo è mangiare, dormire e riprodursi. Tuttavia, il movimento è anch’esso un’esigenza e l’evoluzione culturale ha trasformato l’attività fisica in qualcosa di popolare, perché socialmente ci sentiamo più accettati se abbiamo un bel corpo dal punto di vista estetico, e qualcosa su cui lucrare, come nel caso degli sport professionistici.

Chiunque abbia mai praticato uno sport o abbia mai frequentato una palestra, si sarà imbattuto, almeno una volta lungo il suo percorso, in una sgradevole sensazione: la fatica.

La fatica fisica può essere definita come quell’effetto, dato da un determinato stress, che impedisce o limita la capacità del corpo di protrarre uno sforzo. I suoi effetti si possono manifestare in modi differenti. Maggiore è lo sforzo, maggiore sarà la difficoltà del corpo e della mente a raggiungere l’obiettivo.

Dal punto di vista mentale, la fatica ha il potere di farvi smettere di credere in voi stessi. In preda alla fatica, il vostro cervello è in grado di trovare infiniti ottimi motivi per interrompere lo sforzo. E’ il vostro innato istinto di sopravvivenza che vi parla con frasi quali: “Perché lo stai facendo?”, “Sei stanco, ti devi fermare”, “Non ce la farai”. Un atleta esperto sa come fare a zittire il suo cervello e continuare verso il suo obiettivo. Spesso è proprio l’abilità di un atleta a superare e sopportare la fatica a segnare la differenza tra un buon atleta ed un campione.

Da un punto di vista prettamente fisico, invece, gli effetti fisiologici della fatica sono numerosi. Essi portano il corpo ad una progressiva incapacità di sostenere lo sforzo man mano che l’attività si protrae. E’ possibile avvertire una particolare sensazione di pesantezza. Le stesse azioni possono richiedere una maggiore concentrazione mentale per essere compiute e, nonostante i vostri sforzi, i movimenti risulteranno più difficili e più lenti. Questo spiega perché nel momento in cui state per battere il vostro record di massimale il bilanciere sale così lentamente! Le ragioni che sottostanno al fenomeno della perdita di velocità possono essere riassunti in svariate reazioni chimiche che avvengono nei vostri muscoli, mentre state morendo sotto il bilanciere quando state facendo una panca piana o durante uno squat.

La domanda è: Perché la perdita di velocità è così rilevante per l’allenamento? Numerose ricerche hanno dimostrato che la perdita di velocità avviene ad un tasso costante che è direttamente correlata all’intensità dello sforzo richiesto da una determinata attività. Quindi, una volta che si conosce la relazione tra sforzo e tasso di perdita della velocità, tramite la misurazione della velocità stessa, grazie a strumenti appositi come Beast, sarete automaticamente in grado di stabilire e prescrivere in anticipo un preciso livello di sforzo per ciascuna sessione d’allenamento, in accordo con la vostra periodizzazione, e quindi controllare il livello di affaticamento.

Già mi immagino che i più pigri staranno già esultando, pensando che questo significhi meno fatica. Mi spiace, ma ho cattive notizie per voi: La fatica non può essere evitata! la buona notizia è che tramite la rilevazione della velocità potete controllare la fatica e i vostri workout potranno essere, non solo gestiti meglio, ma elevati ad un altro, più alto e più intelligente livello!

Da sempre appassionata di sport, sono cresciuta con la kick boxing, per poi scoprire la lotta libera e l'allenamento funzionale. Così appassionata da decidere di cambiare vita e far diventare lo sport la mia professione. Laureata in scienze motorie, NSCA-CSCS, oggi lavoro come preparatore atletico nel Rugby e come personal trainer. Il mio motto è "Lead by Example".COME CONTATTARMI: email: bilancierefondente@gmail.com

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