Recentemente mi è stato chiesto di partecipare ad un incontro informativo per ragazzi e genitori sull’importanza della preparazione fisica in età giovanile. Resta infatti un argomento dibattuto, a proposito del quale vi è ancora della confusione. In particolar modo, l’allenamento con sovraccarichi in età giovanile è soggetto a molta diffidenza sia da parte dell’opinione pubblica, sia da parte degli addetti ai lavori.

Le leggende metropolitane che narrano di rallentamenti della crescita, danni alle articolazioni e di ritardi dello sviluppo motorio del ragazzo, incutono ancora molto timore. Tuttavia è necessario affrontare l’argomento con molta attenzione e precisione nei termini. Nel campo della preparazione fisica, infatti, le generalizzazioni sono molto pericolose e, spesso, portano a conclusioni errate.

La ricerca è chiara: se sottoposti ad appropriato stimolo allenante, gli atleti in età giovanile, possono incrementare le performance sportive e ridurre il rischio di infortunio.

La parola chiave nella precedente affermazione è “appropriato”. Gli elementi da tenere in considerazione per determinare l’appropriatezza di uno stimolo sono i seguenti:

1.ETÀ CRONOLOGICA ED ETÀ BIOLOGICA

In un soggetto in età di sviluppo, età cronologica (età anagrafica) ed età biologica (stato di sviluppo), possono differire anche di 4-5 anni 1). Non è raro, infatti, che ragazzi della stessa età anagrafica, presentino altezze diverse e stati di sviluppo diversi. Pertanto è necessario che il professionista dell’allenamento valuti attentamente qual’è l’età biologica del ragazzo.

2. STATO DI CRESCITA

Lo stato di crescita è dato da tutti gli elementi quantificabili, quali peso, altezza ecc. Da tenere presente che, nel periodo di picco della velocità della crescita, chiamato “Scatto di crescita della pubertà”), aumenta il rischio di infortunio.

3. STATO DI MATURAZIONE

Insieme degli elementi non misurabili direttamente, quali maturazione del Sistema Nervoso e maturazione psicologica.

4. ESPERIENZA DI PRATICA SPORTIVA

Da quanto tempo il ragazzo è coinvolto in attività sportive.

Durante il periodo dello sviluppo, ogni giovane attraversa le cosidette FASI SENSIBILI2). Ovvero periodi in cui vi è una maggiore predisposizione all’apprendimento e allo sviluppo di determinate capacità. Sensibilità che è determinata da fattori fisiologici (quali situazione ormonale) e psicologici.  Vediamole brevemente:

  • INFANZIA: 2-10 anni (femmine) – 2-11 anni (maschi);
  • ADOLESCENZA: 11-19 anni (ragazze) – 12-19 anni (ragazzi).

Il periodo dell’adolescenza risulta essere il più critico dello sviluppo, a causa dell’enorme variabilità riscontrabile in termini di maturazione biologica e psicologica tra i ragazzi. Per questo stesso motivo, i miglioramenti a livello di performance, in quest’età,  possono non essere lineari. Durante l’infanzia, invece, eventuali miglioramenti sono attribuibili ad adattamenti di tipo neurologico e alla maturazione cerebrale (reclutamento unità motorie, frequenze di scarica, sincronizzazione e mielinizzazione neuronale..)3)Pertanto è possibile assistere ad incrementi nei livelli di forza, senza che vi siano variazioni evidenti a livello fisico.

Alla luce di tutto ciò, riporto uno dei più recenti modelli, denominato “Youth Physical Development” (YPD)4) (modello maschile), che tuttavia presenta una classificazione per età cronologica:

La sigla “FMS” corrisponde a “Foundamental Motor Skills” ed indica gli schemi motori di base che costituiscono i blocchi fondamentali per una successiva attività sportiva. Rientrano in questa categoria: la locomozione, la manipolazione e le abilità di stabilizzazione.

Le FMS, a loro volta, costituiscono le fondamenta delle AMSC (Athletic Motor Skills Competence), quali: capacità di tirare e spingere (parte alta), stabilizzazione del core e capacità di anti-rotazione, capacità di salto, atterraggio e rimbalzo, capacità di lanciare, afferrare e stringere; capacità di accelerare, decelerare e riaccelerare; capacità di forza concentrica ed eccentrica, bi e mono-laterale degli arti inferiori. 5)

Come si evince dallo YPD model, le FMS hanno la precedenza durante l’infanzia, rispetto alle Sport Specific Skills (SSS). Infatti, la specializzazione precoce è stata identificata come uno dei principali fattori di aumento del rischio d’infortunio e di dolori muscoloscheletrici.

Pertanto è possibile affermare che il periodo dell’infanzia costituisce il periodo sensibile per lo sviluppo delle capacità coordinative e degli schemi motori di base.

Nell’età dell’adolescenza, invece, si assiste alla maturazione sessuale e ai picchi di produzione di Ormone della Crescita, che porteranno a:

  • ULTERIORE MATURAZIONE DEL S.N.;
  • MAGGIORI ADATTAMENTI IN MASSA MUSCOLARE (PICCO DI MASSA MUSCOLARE NEI MASCHI TRA I 16 E I 20 ANNI);
  • MAGGIORI ADATTAMENTI NELLA COMPOSIZIONE CORPOREA.

L’età compresa i 12 e i 16 anni risulta quindi essere la più indicata per allenamenti incentrati sullo sviluppo della Forza, della Potenza, della Velocità e dell’Agilità.

Come risulta evidente dal modello proposto, queste stesse capacità sono tutte quante allenabili sia precedentemente che successivamente. A cambiare saranno la priorità che vengono attribuite a ciascuna capacità, insieme ai volumi e alle intensità.

Un altro fattore importantissimo da tenere in considerazione è costituito dall’ambiente che, specialmente in età evolutiva, deve essere: sicuro, divertente e ricco di stimoli. Ciò consente al ragazzo di crescere in un ambiente consono alle proprie esigenze, in cui si senta a suo agio, si diverta e sia spronato a frequentare nel tempo.

I benefici dell’allenamento contro resistenza si riscontrano non solo sulla performance sportiva, ma anche nel benessere e nello stato di salute generale del ragazzo. Come viene riportato nell’info-grafica seguente:

È stato dimostrato inoltre, che l’allenamento contro resistenza riduce il rischio di infortunio durante l’attività sportiva del 50%. 6).

TAKE HOME MESSAGES:

  1. L’ATTIVITÀ FISICA NELL’INFANZIA E NELL’ADOLESCENZA DEVE ESSERE SVOLTA IN MODO APPROPRIATO IN TERMINI DI QUALITÀ ED INTENSITÀ, FACENDO ATTENZIONE ANCHE AI TEMPI DI RECUPERO;
  2. L’ATTIVITÀ DEVE ESSERE, SPECIALMENTE IN ETÀ PREPUBERALE, FINALIZZATA AL MIGLIORAMENTO DEGLI SCHEMI MOTORI DI BASE, MA TUTTE LE QUALITÀ ATLETICHE POSSONO ESSERE ALLENATE;
  3. GLI STIMOLI DEVONO ESSERE PIÙ VARI POSSIBILE E DEVONO ESSERE SVOLTI IN UN AMBIENTE SICURO E DIVERTENTE;
  4. I BENEFICI SONO SIA SULLA SALUTE DELLA PERSONA, SIA SULLA PERFORMANCE ATLETICA;
  5. L’ALLENAMENTO CONTRO RESISTENZA È FONDAMENTALE PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DI INFORTUNIO.

Riferimenti   [ + ]

1.Controlling for maturation in pediatric exercise science. Baxter-Jones, A.D.G., J.C. Eisenmann, L.B. Sherar 2005
2.Beunen, G.P., R.M. Malina. 2008. Growth and biologic maturation: relevance to athletic performance
3.Ozmun J., A.Mikesky, P. Surburg. Neuromuscolar adaptations following prepubescent strength training. Med Science Sport Exerc. 1994.
4.The Youth Physical Development model:a new approach to long-term athletic development. Strength and Conditioning Journal
5.Motor Skill Development in Youths. Strength and Conditioning for Youth Athletes: science and application. 2013.
6.Micheli L. Preventing injuries in sports: what the team physician needs to know. F.I.M.S. Team Physician Manual 2006
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Martina Marson
Da sempre appassionata di sport, sono cresciuta con la kick boxing, per poi scoprire la lotta libera e l'allenamento funzionale. Così appassionata da decidere di cambiare vita e far diventare lo sport la mia professione. Laureata in scienze motorie, NSCA-CSCS, oggi lavoro come personal trainer a Milano. Il mio motto è "Lead by example".COME CONTATTARMI: PLUS ONE GYM CONCEPT Via Friuli 8/a Milano email: bilancierefondente@gmail.com

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